Quando un cliente cerca una pizzeria nella tua zona, Google non gli mostra il tuo sito: gli mostra la tua scheda. Questa guida ti porta da zero a una scheda completa (verifica, categorie, foto, menu, post, recensioni) con una routine finale da 20 minuti al mese.
Il Profilo dell'attività su Google (per anni si è chiamato Google My Business, ed è la stessa cosa) è il riquadro che compare su Ricerca e Maps con foto, stelle, orari, telefono e indicazioni stradali. È gratuito, e per una pizzeria è la vetrina più importante che esista: la maggior parte dei clienti decide guardando la scheda, senza mai aprire il sito. Chiama da lì, prenota da lì, si fa guidare da lì.
Il tuo sito è il tuo salotto. La scheda Google è la vetrina sulla strada dove passano tutti. Prima si cura la vetrina.
La categoria primaria dice a Google per quali ricerche mostrarti. Per una pizzeria dev'essere «Pizzeria», non un generico «Ristorante»: la categoria generica ti mette in una gara più affollata e meno tua. Le categorie secondarie coprono il resto: ristorante, pizza da asporto, consegna di pizza, solo se le fai davvero.
Poi ci sono gli attributi, i dettagli che i clienti usano come filtri: forno a legna, senza glutine, dehors, asporto, consegna a domicilio. Ognuno che ti manca è un cliente che sceglie chi lo ha dichiarato. E tieni coerenti nome, indirizzo e telefono ovunque appaiano (scheda, sito, social): i dati che non combaciano tolgono fiducia a Google.
Le foto sono la prima cosa che il cliente guarda, prima ancora delle stelle. Regole semplici: recenti e vere. La tua margherita com'è davvero, la sala, il forno, le mani che impastano. Niente foto d'archivio comprate: si riconoscono e deludono al primo morso. Aggiorna a ogni stagione: una scheda con foto ferme a tre anni fa racconta un locale fermo.
Il menu merita un'attenzione in più: caricalo nella scheda e pubblicalo anche come pagina web sul tuo sito, non solo come PDF. Google, e sempre di più le AI che consigliano ristoranti, leggono l'HTML: un menu in PDF fotografato è spesso illeggibile per loro, e un menu illeggibile è un menu che non esiste. Con prezzi aggiornati, sempre.
I post della scheda sono il tuo megafono gratuito: la pizza del mese, la serata evento, la riapertura. I profili attivi vengono mostrati più spesso nelle ricerche locali, e un post fresco comunica al cliente che il locale è vivo. Il ritmo giusto è almeno un post a settimana: foto vera, due righe, un invito chiaro. Non serve la penna del poeta: serve la costanza del fornaio.
Le recensioni sono il pezzo più pesante della scheda: secondo BrightLocal valgono circa il 20% del posizionamento locale, in crescita dal 16% circa del 2023. Sono due mestieri distinti, e a ciascuno abbiamo dedicato una guida:
Regola minima se hai fretta: rispondi a tutto, anche alle 5 stelle basta una riga calorosa. Una scheda con recensioni senza risposta è una sala dove nessuno saluta.
Sembra il campo più banale ed è quello che genera più danni. Orari sbagliati significano un cliente davanti alla saracinesca abbassata. E quella recensione arriva quasi sempre. Imposta gli orari normali, conferma gli orari festivi quando Google te li chiede e inserisci le aperture straordinarie prima dei ponti.
Attenzione alle ferie: se chiudi per due settimane, usa gli orari speciali o la «chiusura temporanea». Mai sparire e basta: quando il locale resta chiuso e gli utenti lo segnalano, la scheda può finire marcata «chiuso definitivamente»: il modo perfetto per rovinarsi il rientro da agosto. Riaprirla si può, ma costa tempo e visibilità.
Se hai fatto tutto e ancora non compari, le cause tipiche sono poche e ricorrenti: scheda non verificata, categoria sbagliata, dati incoerenti tra scheda e sito, poche recensioni recenti, o una zona semplicemente molto competitiva. Le passiamo in rassegna una per una, con la soluzione per ognuna, nella guida dedicata: perché il tuo ristorante non appare su Google Maps.
C'è un motivo in più, nuovo, per curare la scheda: sempre più clienti chiedono a ChatGPT e agli assistenti AI dove mangiare. E quelle risposte attingono da fonti pubbliche (la tua scheda in testa: orari, recensioni, categorie, il menu se è leggibile). Una scheda vuota o sbagliata produce un'AI che ti ignora o ti racconta male. Come funziona e come scoprire se ti citano: come far consigliare il tuo ristorante da ChatGPT.
Una volta sistemata, la scheda si mantiene con una routine breve. Ecco la checklist:
Venti minuti, se va tutto liscio. Il problema vero è ricordarsene ogni mese, anche ad agosto, anche quando la sala è piena. È il motivo per cui questa routine è la prima cosa che abbiamo automatizzato.
LocalProAI tiene viva la scheda per te: post, foto, orari, bozze di risposta alle recensioni e ogni lunedì un report con cosa è cambiato. Scopri la gestione Google Business per pizzerie, o parti subito, gratis per 14 giorni e senza carta.